Cannucce di carta Vs Cannucce di plastica

Cannucce di carta Vs Cannucce di plastica

I tempi stanno cambiando rapidamente e per fortuna l’umanità si sta accorgendo dei danni provocati da decenni di industria scellerata. La rivoluzione industriale è stata senza dubbio un grande passo per tutta l’umanità, ma ora è tempo di dare una svolta ecologica a tutto questo.

A maggior ragione se risiedi nell’Unione Europea. Entro il 2021 in tutta Europa verrà vietato l’uso dei normali prodotti in plastica monouso quali cannucce, piatti, posate, cotton fioc, ecc. ecc. che   rappresentano ¾ dei rifiuti che vengono dispersi in mare.

Questa svolta ecologica sarà irreversibile e sarà bene non farsi cogliere alla sprovvista, soprattutto  per chi lavora nella ristorazione, ambiente in cui le cannucce di plastica sono ancora all’ordine del giorno.

Possiedi un locale che serve ai propri clienti cannucce di plastica? Sei preoccupato dalla nuova normativa europea e vorresti trovare una soluzione efficace?

Allora prosegui con la lettura di questo articolo, insieme vedremo l’unica alternativa possibile: le cannucce di carta.

Plastica e carta a confronto: la storia di questi 2 materiali.

Plastica e carta sono 2 materiali di uso comune: guardati attorno, noterai che la stragrande maggioranza degli oggetti che ti circondano sono costituiti proprio da questi 2 elementi.

La carta viene utilizzata da tempo, mentre la plastica è nata solo dopo la metà del 1800. Conosci davvero questi materiali? E’ meglio la carta o la plastica?

Possiamo dire che la carta sia nota all’umanità sin dall’alba dei tempi, infatti veniva già usata nel 3000 a. C. dagli Antichi Egizi, i quali la producevano utilizzando le foglie di papiro, pianta molto rigogliosa e abbondante nelle zone tropicali e temperate. Non solo, era già nota sia alle popolazioni precolombiane che alle antiche popolazioni di tutto il medio oriente.

L’ingrediente principale che serve per realizzare la carta è la polpa di cellulosa. Questo materiale è costituito da un elevato numero di molecole di glucosio, contenute in special modi nei vegetali. Questa polpa, adeguatamente lavorata, viene poi trasformata in carta, la quale, come tutti sappiamo, è impiegata nei settori più disparati.

La plastica, invece, è stata scoperta molto più recentemente, più precisamente a cavallo tra il 1861 e il 1862. Il pioniere in questo settore fu il britannico Alexander Parkes che studiò a lungo le proprietà del nitrato di cellulosa. Dopo una serie di esperimenti, Parkes fu in grado di brevettare il Parkesine, un materiale plastico semi-sintetico. All’inizio questo materiale ancora “grezzo” veniva impiegato principalmente per produrre manici, scatole e polsini.

La grande svolta per la plastica avvenne nel 1870, anno in cui i fratelli statunitensi Hyatt brevettarono la celluloide che in principio aveva come scopo la sostituzione dell’avorio per la realizzazione delle palle da biliardo. All’inizio non ebbe poi così tanto successo nel settore ludico, ma venne subito impiegata con successo dai dentisti e dagli odontoiatri dell’epoca.

Le ultime trasformazioni che hanno  reso la plastica il prodotto che tutti conosciamo sono avvenute nei primi del 1900. Partendo dal petrolio come materia prima, il chimico  Leo Baekeland riuscì ad ottenere il primo polimero di plastica condensando fenolo e formaldeide.

Da questo momento in poi, lo studio e l’evoluzione delle materie plastiche non si sono mai arrestati, ma al contrario hanno prodotto nel corso degli anni sempre più derivati, tantochè oggi ne siamo completamente circondati.

La plastica purtroppo, a fronte dei suoi numerosi vantaggi, ne presenta uno non da poco: è estremamente inquinante.

Partiamo dal fatto che la plastica è solo un composto chimico, di per se non può essere né buono, né cattivo. Il vero problema è l’uso che ne fa l’essere umano, che può essere parsimonioso, o al contrario, totalmente sregolato.

Senza ombra di dubbio, eliminare completamente la plastica dalle nostre vite sarebbe impensabile, o meglio, sarebbe impensabile farlo dall’oggi al domani in relazione a qualsiasi oggetto che ci circonda.

Possiamo però, fin da ora, limitare sensibilmente il consumo di questo materiale, sfruttando le varie alternative già presenti in commercio. Uno degli oggetti di uso comune che possiamo già  tranquillamente sostituire sono proprio le cannucce di plastica, utilizzando invece le cannucce di carta che sono in grado di svolgere egregiamente la stessa identica funzione.

Quante cannucce di plastica vengono prodotte nel mondo quotidianamente? Sicuramente milioni, probabilmente anche miliardi. Sai cosa significa in termini pratici?

Significano milioni di chili di plastica che inevitabilmente finiscono in mare.

Una volta finiti in mare, nel corso di qualche secolo, subiranno la così detta polimerizzazione, ossia verranno scomposti i legami dei monomeri, le molecole che costituiscono la plastica. Attenzione! Questo non significa che la plastica sarà svanita nel nulla, ma semplicemente che sarà diventata talmente piccola da non riuscire più a vederla a occhio nudo.

Questi micro-frammenti, purtroppo, entrano nella catena alimentare, finendo ovviamente sulle nostre tavole e quindi all’interno del nostro organismo.

Poco importa che tu sia vegetariano o vegano, frammenti di micro-plastiche sono stati rinvenuti anche nel sale da cucina.

Perché preferire le cannucce di carta a quelle di plastica.

Partiamo da una domanda che può sembrare banale ma non lo è: a cosa serve una cannuccia? Serve per bere una bevanda limitando il contatto tra noi è il bicchiere. Come sappiamo il nostro corpo è caldo e tenere in mano una bevanda fredda, soprattutto d’estate, fa si che questa aumenti rapidamente la sua temperatura.

Un altro motivo per cui vengono utilizzate le cannucce è per dare alla bevanda un tocco estetico particolare.

A questo punto ti faccio una seconda domanda: se fossi in grado di reperire un prodotto che consente di bere dal bicchiere oppure di donare un particolare effetto estetico proprio come le cannucce di plastica ma senza inquinare, non lo useresti?

Perché continuare a bere e mangiare plastica quando esiste già l’alternativa? E’ vero che la plastica è riciclabile, ma è anche vero che se ce n’è così tanta in mare è perché quelli che la dovrebbero smaltire non lo fanno nel migliore dei modi. Senza contare l’inciviltà umana, alla quale, purtroppo, non c’è ancora soluzione.

Quando pensi alle cannucce di carta non devi immaginarti il foglio di carta bianco che usi per stampare, piegato e incollato alla carlona, ma immaginati semplicemente una cannuccia di plastica.

Esatto! Hai capito bene! Le cannucce di carta non hanno nulla da invidiare alle loro cugine in plastica né come design né come funzionalità. Non varrebbe almeno la pena di provarle prima di giudicare?

Inoltre ricordati che tra qualche anno, per via della nuova normativa europea, non ci saranno più alternative: quando il cliente ti chiederà “Mi scusi, mi porterebbe una cannuccia?”, l’unico modo per rispondere “Sì, certo” è avere le cannucce di carta già pronte all’uso.

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