Ambiente o comodità? Scegli entrambi con le cannucce di carta

Ambiente o comodità? Scegli entrambi con le cannucce di carta!

Avevi mai sentito parlare delle cannucce di carta? La nostra è considerata universalmente la società della comodità, siamo circondati da ogni sorta di invenzione che è stata progettata con lo scopo di renderci la vita più facile e le cannucce non fanno eccezione. Tale progresso è stato senza dubbio favorito dalla rivoluzione industriale iniziata a cavallo tra il 1800 e il 1900. L’industrializzazione ha sì portato a dei grandi benefici alla nostra società, ma allo stesso tempo ci ha servito un conto salato da pagare. Tutto ciò che viene prodotto dall’industria viene consumato e ciò che viene consumato si trasforma in rifiuto. Più si produce, più si consuma, più si inquina, e questo vale per ogni tipo di prodotto. Ovviamente, a seconda del materiale consumato, varia anche il grado di inquinamento prodotto. Qualsiasi rifiuto di tipo organico sappiamo bene che si degrada in poco tempo, ma non succede altrettanto con materiali inorganici, uno su tutti, la plastica.

A differenza di quanto si possa pensare, uno degli oggetti che sta inquinando sempre di più sono proprio le cannucce di plastica. Mediamente, una cannuccia viene utilizzata per 15 minuti, tempo di un drink, ma per essere smaltita dall’ambiente occorrono almeno 450 anni. Moltiplica questa cifra per le milioni di cannucce che vengono usate e gettate quotidianamente… allucinante, vero? Per fortuna oggi c’è una soluzione a tutto questo: le cannucce di carta.

 

La storia delle cannucce di carta.

 

Prima di esaminare nel dettaglio le cannucce di carta, è opportuno conoscere la storia di questa curiosa e pratica invenzione.

Alcune testimonianze archeologiche rivelano che questo strumento, seppur in forma “primordiale”, veniva già utilizzato nel millennio a.C.. All’inizio consistevano in cannucce rudimentali realizzate con la paglia, mentre oggigiorno vengono realizzate utilizzando la plastica.

I “padri” dell’attuale cannuccia che tutti conosciamo sono stati gli inventori americani Marvin Chester Stone e Joseph B. Friedman.

Al primo venne l’idea geniale alla fine del 1800, proprio durante un happy hour sulla spiaggia con gli amici. All’epoca le cannucce erano ancora realizzate con la paglia di segale e presentavano alcune criticità. Potevano andare bene per sorseggiare un cocktail per un paio di minuti, ma non di più. Infatti, nel giro di poco, queste cominciavano a degradarsi diventando inutilizzabili e lasciando sul fondo del bicchiere molti residui solidi che alteravano l’aspetto e la consistenza della bevanda.

All’epoca Marvin Chester Stone possedeva una fabbrica di sigarette e decise di risolvere questo problema proprio utilizzando alcuni macchinari e alcuni materiali presenti all’interno del suo stabilimento. Prese della carta paraffinata e la avvolse attorno ad una matita che successivamente sfilò. Ottenuto il cilindro, incollò le estremità fino ad ottenere una vera e propria cannuccia di carta.

Nel tempo si sono susseguite numerose migliorie tecniche, soprattutto in virtù dei nuovi materiali disponibili in commercio anno dopo anno. Senza ombra di dubbio, la modifica più innovativa che  sia mai stata apportata al brevetto di Stone fu quella realizzata da da Joseph B. Friedman, nel 1937. Friedman ebbe l’idea altrettanto geniale di aggiungere, nei pressi dell’estremità superiore, una fascia flessibile. In questo modo divenne possibile piegare l’estremità superiore, il che divenne molto utile sia per i bambini che ancora non riuscivano ancora a bere dal bicchiere, che dagli ammalati immobilizzati a letto.

Non a caso, le prime cannucce prodotte dalla Flexible Straw Corporation  – la fabbrica di Friedman – vennero vendute proprio ad un ospedale, alla fine degli anni ’40.

Come abbiamo visto, le cannucce possono essere impiegati sia nei momenti di svago, come appunto sorseggiare un drink con gli amici, sia in caso di necessità, soprattutto da persone che per vari motivi non riescono ad idratarsi normalmente.

Sebbene i primi prototipi dell’epoca moderna furono a tutti gli effetti delle cannucce di carta, oggi, purtroppo, queste vengono prodotte su larga scala utilizzando la plastica, un materiale che presenta 2 aspetti agli antipodi. Da un lato la plastica è un materiale molto pratico e versatile, può essere impiegato nei settori più disparati, dall’altro però presenta una criticità non da poco. Si stima infatti che il suo periodo medio di degradazione si aggiri attorno ai 450 anni.

Attenzione però, dopo 4 o 5 secoli, l’oggetto di plastica non si smaterializza, semplicemente subisce  una così detta “depolimerizzazione”.

In parole molto semplici, un qualsiasi oggetto solido è l’effetto del legame chimico delle singole molecole che lo compongono. Anche la plastica non fa eccezione, ovvero un polimero formato da catene di monomeri legati tra loro. Dopo 450 anni, il polimero, ovvero un oggetto come una bottiglia, una cannuccia o un sacchetto, subisce la rottura dei legami, lasciando quindi i vari monomeri che lo compongono liberi di disperdersi singolarmente.

Questo triste e preoccupante fenomeno è noto con il nome di “inquinamento da micro e nano plastiche”, cioè dei frammenti di plastica talmente piccoli che possono essere visti solo al microscopio. Purtroppo queste micro-plastiche sono in grado di penetrare nella catena alimentare, finendo inevitabilmente anche negli stomaci di tutti noi.

 

Perché scegliere le cannucce di carta.

 

Molte persone sono afflitte da questo dubbio: “devo per forza rinunciare alle comodità della vita moderna per salvaguardare l’ambiente?”.

La risposta è “no”, a patto che si sfruttino queste comodità con un minimo di buon senso e di ottica a lungo termine.

Utilizzare le cannucce di carta è sicuramente la migliore delle scelte in quanto ti permettono di salvaguardare l’ambiente senza rinunciare alla comodità. Inoltre le nostre cannucce di carta non hanno nulla da invidiare a quelle tradizionali, né come design, né come funzionalità. Lo sapevi che le piante con cui vengono realizzate queste cannucce consumano più CO2 di quanta ne venga immessa durante l’intero ciclo di produzione? In altre parole, possiamo finalmente parlare di vero “impatto zero” sull’ambiente.

Per cambiare davvero le cose non servono grandi sforzi, ma è sufficiente approfittare delle grandi idee. Stai cercando un nuovo fornitore di cannucce? Ti sta davvero a cuore l’ambiente? Non vuoi rinunciare alla comodità delle cannucce tradizionali? Vuoi contribuire in qualche modo alla vera industria ad “impatto zero”? Contattaci, rimarrai davvero sbalordito dalle nostre cannucce di carta!

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